Terapia e Consulenza | Assago Studio di Psicoterapia Cognitivo Comportamentale e Terapia EMDR | dott.ssa Loredana Ricchi
Home » PsicoBlog » Per gestire un impulso emotivo, fai l'azione opposta

PsicoBlog

Per gestire un impulso emotivo, fai l'azione opposta

Per gestire un impulso emotivo, fai l'azione opposta - Terapia e Consulenza | Assago

Ogni emozione è seguita da un’azione. Quindi per poter cambiare l’emozione, bisogna cambiare l’azione. Cosa significa?

Partiamo da un presupposto, le nostre emozioni sono indispensabili e preziose e non bisogna pensare di volerle allontanare a tutti i costi. Il dolore e la sofferenza emotiva fanno parte della vita di tutti noi e non bisogna evitarli. E’ possibile però imparare ad accettare e tollerare la sofferenza, per non farsi sopraffare dalle emozioni.

Questo perché quando si provano emozioni molto intense e dolorose le persone tendono ad agire di impulso, peggiorando in questo modo la situazione dolorosa che stanno vivendo.

Ogni emozione spiacevole porta quindi a una spinta all’azione, vediamo qualche esempio:

Paura --->Fuga o evitamento della situazione

Tristezza ---> Isolarsi, piangere stare a letto

Rabbia ---> Attaccare

Una strategia utile da utilizzare come tecnica di distrazione e per ridurre l’impulsività, si chiama Opposite Action, ovvero azione opposta.

L’opposite action consiste nel mettere in atto comportamenti che generano un’emozione opposta rispetto a quella che si sta sperimentando in quel momento.

L’idea su cui si basa questa tecnica non è quella di evitare l’esperienza emotiva e nasconderla così come si fa con lo sporco sotto il tappeto, ma semplicemente di modificare quell’esperienza emotiva in una con maggiori probabilità di farci raggiungere uno stato più sereno.

Come fare?

 

  1. Identificare l’emozione (come si chiama? Tristezza, Rabbia?)
  2. Valutare se l’intensità e la durata dell’emozione si adattano alla situazione in esame. Quindi chiedersi se agire così sarà efficace a lungo termine oppure no.
  3. Mettere in atto l’azione opposta
  4. Prestare attenzione alla sensazione che suscita l’azione opposta, verificando concretamente ciò che si è raggiunto.

 

Proviamo a riprendere l’esempio precedente considerando la possibile azione opposta:

Paura ---> Avvicinarsi gradualmente

Tristezza ---> Attivarsi, stare con gli altri

Rabbia ---> Utilizzare un tono di voce calmo, evitare, praticare gentilezza

 

La capacità di mettere in atto azioni opposte consente di attivare emozioni diverse legate alle situazioni di crisi e permette di avere un maggior controllo di sé e delle proprie emozioni. Ciò aiuta a rendere più sopportabile una sofferenza che altrimenti sarebbe troppo intensa.

Invece di maledire il buio è meglio accendere una candela. Lao Tzu

 

N.B. Questo articolo prende spunto dalla Dialectical Behavior Therapy (DBT), che è un trattamento cognitivo comportamentale ideato da Marsha Linehan, psicoterapeuta e professoressa di Psicologia Clinica presso la Washington University di Seattle (USA), e descrive in particolare un aspetto relativo alle skills training, che si chiama Opposite Action.