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EMDR: Big T e Small t Trauma

EMDR: Big T e Small t Trauma - Terapia e Consulenza

La memoria è necessaria per una straordinaria serie di funzioni, come per esempio, ricordare eventi autobiografici, riconoscere le persone, ballare, guidare l’automobile, imparare nuovi concetti, fare progetti.

 

Ma cosa accade se nella vita di una persona irrompe un evento traumatico?

Nel linguaggio EMDR la parola “trauma” assume due definizioni diverse, ci sono, infatti, i traumi con la T maiuscola e i traumi con la t minuscola.

I Traumi con la T, come si può ben immaginare, sono quelli che includono disastri naturali (es. terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti, violenze, abusi) che le persone hanno subìto oppure cui abbiano assistito.

Tuttavia, nella vita di una persona, possono accadere eventi negativi cui non sempre si riesce a far fronte e che sono immagazzinati in memoria come traumi con t minuscola. Alcuni esempi possono includere lutti, aborti, separazioni, perdita del lavoro, episodi negativi nell’infanzia, episodi di esclusione sociale, fallimenti, ecc.

Se per i Traumi con T le persone non hanno difficoltà a risalire all’evento chiave del passato immagazzinato in memoria e che, ancora oggi, provoca disagio emotivo, le persone che hanno vissuto traumi di minore entità possono avere meno consapevolezza di ciò che contribuisce al loro malessere attuale.

Proviamo a fare un esempio: una persona deve affrontare un colloquio di lavoro. L’idea di doversi confrontare con altre persone comincia a scatenare una serie di sintomi ansiosi: agitazione, ansia, tremore, sudorazione. Nella testa si affollano pensieri negativi: “Non ce la faccio; Non mi prenderanno mai; Gli altri sono meglio di me”, e l’idea di non presentarsi al colloquio evitando di affrontare l’ansia diventa una soluzione a portata di mano, che contribuisce ad aumentare il senso di fallimento.

Molto probabilmente, questi sentimenti e questi pensieri sono già stati sperimentati in passato dalla persona in questione. Ipotizziamo una serie di episodi in cui vi sia stata una svalutazione “cronica” da parte di un genitore, associata, magari, a esperienze scolastiche di fallimento, che hanno dapprima insegnato e poi confermato alla persona lo schema di base: “Sono un fallito”.

Ecco perché diventa utile il lavoro con l’EMDR anche con persone che hanno subito traumi di minore entità, perché questo favorisce l’elaborazione dell’informazione negativa immagazzinata in memoria, aiutando la persona a mettere in discussione schemi cognitivi radicati da tempo e che influenzano le risposte emotive e comportamentali nel presente.

L’EMDR può aiutare, quindi, il processo di “ristrutturazione cognitiva” tipico della CBT, rafforzandolo.

 

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