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Sviluppo morale nel bambino

Sviluppo morale nel bambino - Terapia e Consulenza

 Il primo grande contributo e’ portato da Jean  Piaget ed e’ relativo allo studio specifico dello sviluppo del pensiero morale nel bambino (Piaget,1932) .

 

La  prospettiva teorica  di Piaget propone una visione genetica dei prequisiti  cognitivi della responsabilità , in quanto descrive il formarsi di  capacità come il realismo e il relativismo morale secondo un ordine programmato  e  sequenziale in  fasi   regolari , costanti   e      universali. (Minnameier,2001)

La prima forma , prevalente nella prima infanzia , viene  caratterizzata da una visione egocentrica del mondo in cui  il bambino non distingue le caratteristiche soggettive e oggettive della realtà e tende a considerare valide solo le manifestazioni concrete e visibili della situazione in cui si trova.

In questa fase del suo sviluppo il bambino presenta dei rapporti   sociali unilaterali e non reciproci  .

A questa forma di pensiero corrisponde  la  morale eteronoma  per cui la validità dei comandi  e’ data dall’autorità di chi li ha emanati.I comportamenti vengono giudicati cioè come giusti o sbagliati a  seconda di quanto essi si discostino o si attengano a questi principi .

In questo senso la responsabilità oggettiva del proprio comportamento risulta  assai   più  rilevante  delle  intenzioni  che   portano ad   agire   in  quel  determinato modo .

Il secondo periodo ,dagli otto anni in poi,  viene caratterizzato dalla  forma del relativismo morale e dalla  morale dell’autonomia: i bambini  di quest'età iniziano a cooperare tra di loro e  a  non considerare più  i principi come immutabili e inviolabili ma fondati sul consenso reciproco e perciò modificabili a seconda delle situazioni e in particolare delle aspettative degli altri .

Un aspetto rilevante per comprendere come si sviluppa il concetto di responsabilità nel bambino  e’ rappresentato  dallo sviluppo del senso di giustizia e del concetto di sanzione .

L’autore  ha distinto due forme di giustizia , retributiva  e distributiva .

La prima , più primitiva , e’ inseparabile dal concetto di sanzione  ed   esige una proporzionalità  tra meriti e vantaggi dati , fra  trasgressioni e  punizioni assegnate . Secondo l’autore questa forma  deriva direttamente dalla costrizione  da parte degli  adulti , in particolare dei genitori stessi .

La giustizia  distributiva riflette  ,invece, lo sviluppo del giudizio  morale del bambino che ricerca con maggior convinzione il concetto di eguaglianza e di una  distribuzione uguale  tra le parti .(Piaget,1932)

Il passaggio quindi dal primo al secondo tipo di giustizia comporta un’evoluzione da un rapporto unilaterale ad un  rispetto reciproco tra gli individui e viene favorita quindi dall’ampliamento dei rapporti sociali con i coetanei.Questo evolversi del giudizio morale nel bambino viene determinato quindi, secondo Piaget , dallo sviluppo dei processi cognitivi del soggetto ma anche  dalle esperienze sociali che il bambino sperimenta con i genitori prima e con il gruppo dei coetanei successivamente.